Vi capita mai di scegliere la vostra prossima lettura in base a una sensazione? Una scintilla, una lampadina che vi si accende, o semplicemente un'affinità che provate nel momento in cui vi trovate di fronte a quel libro. Un'appartenenza inspiegata e inspiegabile.
Ogni volta che scelgo un libro sembra che lui abbia scelto me prima ancora che io me ne sia resa conto. Succede di notare un dettaglio, una semplice parola che si lega a te come specchio della tua vita, e quando arriva quel segnale risulta evidente che era il momento adatto per scegliersi a vicenda. Tu e quel libro eravate perfetti adesso, in questo momento. Non prima, non dopo.
Questo è quello che mi ha spinto a leggere Il Caffè dei Piccoli Miracoli.
Il Caffè dei Piccoli Miracoli
Nicholas Barreau
Pagine: 236
Prezzo: € 9,00
Editore: Feltrinelli
Genere: Narrativa
Pubblicazione: Maggio 2018
Un romantico viaggio tra Parigi e Venezia. Un piccolo caffè dove tutto è possibile. Perché a volte bisogna sentirsi mancare la terra sotto i piedi per arrivare a toccare il cielo con un dito.Un’incantevole storia d’amore che racconta perché può essere una fortuna far cadere la propria borsa nel Canal Grande, concedere un po’ di fiducia a un veneziano scandalosamente bello e accettare di sentirsi letteralmente mancare la terra sotto i piedi. Un viaggio appassionante tra i quais di Parigi e le calli di Venezia, fino a un piccolo caffè dove si celano segreti in attesa di essere svelati e i miracoli sembrano davvero possibili.
E' così breve l'amore, così lungo l'oblio.
La nostra protagonista è Eleonore Delacourt.
Nelly, così si fa chiamare da amici e familiari, a 18 anni si è trasferita a Parigi per studiare, iscrivendosi a "Filosofia e Italiano" presso la Sorbonne. Nella filosofia e in filosofi quali Aristotele, Kant, Voltaire, Cartesio, Kerkeegaard e Sartre ha trovato la sua comfort zone, ma in Paul Virilio aveva trovato un vero e proprio spirito affine. Come lei, il dromologo francese, criticava la progressiva accelerazione del mondo, e riteneva che "La velocità della luce non era abitabile", non apprezzando quindi gli aerei come mezzo di trasporto. E' naturale immaginare come una persona timorosa dell'aereo e di volare possa trovare un'anima compatibile in un filosofo che la pensa quasi allo stesso modo.
Nelly è una donna totalmente dedita al proprio lavoro e ai propri doveri. Lavora sempre più a lungo degli altri, sa di essere brava e ama il suo lavoro, ma vive di piccole e quotidiane certezze. E' una persona molto insicura e intimorita dalla vita e da quello che potrebbe riservarle.
La vita non era un posto sicuro in cui muoversi con fiducia. Presto Nelly era giunta alla conclusione che fosse una sottile lastra di ghiaccio sulla quale gli uomini avanzano cautamente con tutti i loro sogni, i loro desideri, le loro aspirazioni.
Nelly voleva sempre che le cose andassero per il verso giusto, o che quantomeno fossero sotto controllo. Quando qualcosa andava storto si sentiva completamente schiacciata dalla vita, e il suo disturbo ossessivo-compulsivo per rimediare allo stato d'animo in cui si trovava la spingeva ad agire in un modo solo: pulire l'appartamento. Era assolutamente convinta che se fosse riuscita a tenere sotto controllo le piccole cose, allora tutto il resto avrebbe avuto il giusto corso, e lei sarebbe stata la marionettista della sua vita.
Sin da piccolina i libri sono stati una parte importante della sua vita. Nonna Claire aveva sempre amato leggere, e la madre possedeva un grazioso salon de thé, in cui passare il tempo in compagnia di un buon libro. Il rapporto che Nelly aveva con la nonna era indescrivibile. La sintonia, l'amore, l'affinità che legavano nonna e nipote era sicuramente speciale. Senza contare che fu proprio lei a crescere la piccola Eleonore dopo il terribile incidente che tolse la vita ai suoi genitori. Quando anche nonna Claire è morta Nelly ne ha sofferto immensamente, e adesso, oltre a tantissimi meravigliosi ricordi, l'unica cosa che le restava di lei era un anello con dentro un'incisione ben precisa: AMOR VINCIT OMNIA. Perchè quella frase? Perchè proprio dentro un anello? Chi le aveva dato quell'anello?
Rovistando tra gli affetti della nonna, Nelly ritrovò un vecchio libro nella cui dedica era riportata la stessa incisione dell'anello. Il libro era Validità giorni dieci, di Pietro Silvio Rivetta, in arte Toddi, pubblicato nel 1930 e riportato sullo schermo nel 1940 da Camillo Mastrocinque.

Era davvero un caso che dopo anni avesse trovato quel libro proprio ora, in un momento in cui aveva perso la bussola e aveva bisogno di coordinate?
Toddi l'avrebbe portata nella magica Venezia.
Così una narrazione lineare, silenziosa, rilassante, inizia a riempirsi di mistero e di fascino.
Nel momento in cui la vicenda si sposta a Venezia si avverte un cambio di rotta repentino. Nelly è sempre stata una di quelle persone che, invece di agire, riflette. Che quando si innamora non ha il coraggio di rivelarlo, e allora sogna. Timida e romantica, Nelly ama i vecchi libri e una serena quotidianità fatta di piccole cose. Decidere di partire per Venezia dimostra una nuova Nelly, una presa di coraggio, un bisogno di cambiamento drastico e violento. Non sapeva però che questa scelta di vita l'avrebbe portata alla scoperta di intrecci amorosi che non avrebbe mai potuto immaginare, e forse anche della tanto agognata felicità di cui si innamorava tra le pagine dei suoi libri.
Era bello guardare fuori dal finestrino e abbandonarsi ai pensieri senza essere disturbati dal fruscio di giornali o dalle conversazioni degli altri passeggeri. Anzi, era proprio quello il bello di un lungo viaggio in treno: che ti dava il tempo di riflettere. Che vedevi cambiare il paesaggio e il cielo. Che viaggiavi, ma sapevi sempre dove ti trovavi.
La bellezza di Venezia finisce per sedurre chiunque, e Nelly non sarebbe stata immune al fascino di una delle città più romantiche dell'Italia. Per caso incontra Valentino Sartori, un restauratore che nel tempo libero si diletta a fare da guida ai turisti. Uno spirito libero, il ritratto di un romantico italiano cicisbeo pronto a fare conquiste. Peccato che questa volta le cose si siano invertite.
Uno sguardo di quei grandi occhi seri così vicini ai suoi, e Valentino si era sentito il cuore in gola. Per un attimo nella piazza c'erano stati solo lui e quella ragazza tanto bella da togliere il fiato. Tutto il resto si era eclissato in silenzio - i turisti, i piccioni, il campanile, perfino il cielo sopra San Marco era impallidito di fronte a quegli occhi in cui Valentino Sartori era precipitato come in un mare profondo.
Valentino sarà per Nelly la cura a tutti i mali. Sarà il nuovo e sano spiraglio di luce nella vita della giovane donna parigina, una nuova alba, un nuovo inizio tutto meritato.
Il Caffè dei Piccoli Miracoli è una chicca in libreria. Nicholas Barreau ha realizzato un romanzo che si divora in pochissimo tempo, che scivola come seta tra le mani. Ricco di descrizioni che accompagnano gli spostamenti dei personaggi, e le vicende che li riguardano. Un romanzo che trabocca di dolcezza e di amore, senza essere mai stucchevole.
Purtroppo però non sono stata completamente catturata dalla magia della penna di Barreau.
Sarà che avevo delle aspettative troppo alte?
In fondo è la prima opera che leggo dell'autore francese, e il mio non sarà un giudizio irremovibile, ma mi aspettavo un maggior coinvolgimento, qualcosa che mi facesse sognare ad occhi aperti per tutto il tempo trascorso tra le pagine.
Una storia bellissima, un finale romantico quanto melanconico. Ma...e poi?
2 Commenti
Ciao, Martina! Io purtroppo non ho ancora letto nulla di quest'autore, sebbene non poche volte sono stata tentata di leggere qualcosa di suo... evidentemente non è ancora il suo momento! :)
RispondiEliminaCiao Gresi! Scusami se ti rispondo solo adesso, mi era sfuggito il commento! Devo dire che mi aspettavo molto di più.. e mi sono proiettata verso un altro suo libro, con la speranza che il problema fosse questo qui. Invece.. mi sa che non è un autore per me!
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